giovedì 21 marzo 2013

Tarassaco: una dolce depurazione

Oggi è il 21 marzo, Equinozio di Primavera!
Nonostante il clima ancora freddo e umido, siamo finalmente alle porte della splendida stagione dei fiori.
E la primavera, si sa, è anche il tempo delle pulizie, comprese quelle da fare nel nostro corpo.
Stiamo uscendo da un periodo di freddo, in cui si tende a mangiare in modo più grasso, a stare tanto tempo in luoghi chiusi e a fare meno attività fisica.
Tutto ciò porta  a un inevitabile accumulo di tossine nel nostro organismo, che ora è giunto il momento di espellere per arrivare frecshi e rigenerati all'appuntamento con l'inizio della stagione calda.

A darci una mano in questo, abbiamo a disposizione il Tarassaco, il luminoso fiore giallo che domina i nostri prati in questo periodo.

Le sue virtù diuretiche e depurative sono reali e ben conosciute da tempo (visto che hanno dato alla pianta il suo soprannome pittoresco “piscialletto”) e si rivelano efficaci in caso di calcoli (renali e biliari), ritenzione idrica, ed edemi.
Esercitando una benefica attività sui reni, si presta meravigliosamente a tutte le cure depurative, che hanno proprio il loro massimo effetto in primavera.
Per queste stesse qualità lo si può usare per disintossicare l’organismo da elementi chimici, allergeni, droghe e anestetici.
Inoltre, già da molto tempo si riconosce al tarassaco la facoltà di stimolare le funzioni epatiche; proprietà confermata da alcuni studiosi (Leclerc, Vignal), che lo usavano con successo nelle disturbi legati al fegato.
Altri studi hanno poi dimostrato che la pianta agisce aumentando la quantità di bile prodotta (un decotto di foglie fresche raddoppia il volume della bile escreta, un decotto di radici fresche la quadruplica).
Nulla di strano, quindi, se gode di grande reputazione nel trattamento di insufficienze epatiche, epatiti, crisi epatiche e itterizia e come cura preventiva della litiasi biliare.
Stimolando la funzione biliare, il tarassaco regola le funzioni intestinali, combatte dispepsie e stitichezza, anche se cronica o causata da gravidanza.
Agisce poi efficacemente anche su diverse forme di dermatosi, forme acneiche ed eczemi; soprattutto se provocate da insufficienza epatica o da un’eccessiva presenza di tossine nell’organismo.
Infine, grazie ai principi amari in esso contenuti, ha proprietà aperitive e digestive (spesso sfruttate nella tradizione popolare per la preparazione di vini e liquori medicati), utili in caso di inappetenza, digestione lenta e difficile, indigestioni.

Per un' efficace depurazione primaverili dell'organismo, si consiglia di assumere 2 g al giorno di estratto secco di radice di tarassaco, da prendersi al mattino a digiuno. Il trattamento dovrà avere circa la durata di un mese.

lunedì 4 marzo 2013

L'Argilla Verde

L' argilla è una miscela di minerali e sostanze organiche, molto apprezzata in fitoterapia e in cosmetica.
La varietà denominata "verde", contiene circa il 50% di silice e il 14% di alluminio, ha un ph leggermente alcalino e la sua grande virtù è quella di liberare i tessuti dalle tossine.
E' spesso utilizzata come rimedio da assumere per via orale contro i gonfiori addominali e per assorbire le tossine che si accumulano nel tratto intestinale.
L'argilla ha infatti caratteristiche antisettiche, disinfettanti, battericide, cicatrizzanti e deodoranti.

Le virtù dell'argilla risiedono principalmente nelle sue proprietà disintossicanti: la sostanza svolge infatti un'azione di pulizia profonda dell'organismo perchè è in grado di "catturare" le sostanze dannose (sostanze chimiche, metalli pesanti, farmaci), di assorbirle e di favorirne poi l'eliminazione tramite l'evacuazione.
A questo scopo, si può utilizzare l'argilla nel seguente modo: per un mese, alla sera, sciogliere 1/3 di cucchiaino da caffè di argilla verde ventilata in 1/2 bicchiere d'acqua , mescolare in senso orario con un bastoncino di legno, coprire il bicchiere con una garza, lasciar riposare tutta la notte e, al mattino, a digiuno, bere l'acqua sovrastante, lasciando il deposito nel bicchiere (se soffrite di stipsi, bevetene solo un cucchiaio).

L'assunzione di quest'acqua argillosa (chiamato anche gel di argilla) esercita un'azione drenante e sgonfiante; depura il sangue e la pelle e apporta alle cellule elementi utili per rigenerarle. 

Grazie al suo alto contenuto di minerali (silicio, magnesio, ferro, calcio, titanio, ferro, potassio e sodio), l'argilla è anche un ottimo rassodante e anticellulite: applicata sulla pelle è in grado di assorbire per osmosi liquidi e prodotti di scarto del metabolismo; e grazie alla sua peculiare capacità di cedere piccole dosi di energia elettromagnetica, attiva la rigenerazione dei tessuti.

Mescolando l’argilla con acqua calda, tiepida o fredda si ottiene una pasta più o meno plastica, che può essere impiegata, attraverso impacchi e cataplasmi, per contrastare diversi disturbi. 
Utile soprattutto in caso di infezioni, favorisce la rigenerazione della pelle in caso di ferite, elimina le impurità intrappolate nei tessuti cutanei, contrasta la sudorazione eccessiva (iperidrosi) e la dispersione di sali minerali; ed ha un’azione particolarmente efficace nei disturbi articolari, in caso di fratture, nelle anemie e in tutti i casi di demineralizzazione.

giovedì 28 febbraio 2013

Pappa reale: un surplus di energia

Arriva la fine di febbraio, e le nostre menti inziano a volare verso la primavera, che in poche settimane finalmente farà il suo ingresso nella ruota dell'anno.
In questo periodo, moltissime persone lamentano un forte calo energetico. In studio arrivano clienti dal viso distrutto, che mi chiedono supplichevoli qualche idea per tonificarsi.
Negli ultimi anni ho ragionato un po' su questo fenomeno di fine febbraio, e valutando anche le mie personali sensazioni (in effetti in questi giorni pure io mi sento un po' stanca...) sono giunta a una conclusione.

Nel naturale ciclo delle stagioni, l'inverno rappresenta la fase di stasi e di recupero. Sotto la coltre di neve che ricopre la terra, la vita rallenta e si riposa; non per nulla questa stagione è da sempre simbolicamente associata alla notte, il momento dedicato al sonno.
Ma noi, umani del nuovo millennio, in inverno non ci siamo riposati per niente! Anzi, probabilmente è il periodo in cui maggiormente siamo stati impegnati.
E ora che tra qualche settimana è in arrivo la primavera, con il suo turbinio di energie dinamiche e creative, che istintivamente ci stimolano verso il "fare"... è normale sentirsi un po' fuori forma, come un nottambulo che la mattina successiva deve andare a lavorare presto, con poche ore di sonno alle spalle.

Che fare quindi?
L'aiuto ideale ci arriva dal lavoro delle infaticabili amiche api, ed è la Pappa Reale.
Questa sostanza viene prodotta nell'alverare per fornire il cibo destinato alle piccole api nei primi tre giorni di vita; e poi solo a quelle destinate a diventare regina.
La Pappa Reale contiene proteine, carboidrati e vitamine (in particolare del gruppo B), ed è il complemento alimentare più indicato per questo momento dell'anno: aiuta ad affrontare con vigore gli impegni quotidiani contrastando le defaillances energetiche.

Efficace "pronto soccorso" per i momenti di calo di tono, la Pappa Reale è una cura ricostituente adatta per tutta la famiglia.
Indicata per gli adulti, quando il lavoro e le varie incombenze generano stress e stanchezza cronica; per i bambini in fase di crescita; e per gli anziani, se inappetenza e difficoltà digestive impediscono loro di assumere la giusta dose di nutrienti.

La Pappa Reale è disponibile sotto forma di pasta o di polvere.
Ogni confezione è dotata di una
paletta dosatrice che aiuta a stabilire la dose giornaliera consigliata, che va assunta una volta al dì, al mattino a digiuno.
Consiglio di far durare il trattamento almeno un mese, per godere appieno dei suoi benefici.
L'unico difetto della pappa reale è il suo forte sapore, che non è gradito a tutti.
Per ovviare a questo inconveniente, è possibile sciogliere la sostanza in un abbondante cucchiaio di miele.

mercoledì 13 febbraio 2013

Rimedi naturali per un sorriso candido

Quando racconto in giro del mio lavoro, immancabilmente le persone  mi pongono domande del tipo:
"... ma quindi sapresti consigliarmi un rimedio naturale per...?"

E oggi, chiacchierando con un bravissimo grafico, mi è stato posto un questito su un argomento che probabilmente interesserà a molti di voi: i trucchi naturali per contrastare le macchie sui denti causate da caffè e tabacco.
Ecco quindi qualche idea:

FOGLIE DI SALVIA: una volta alla settimana, completate le vostre pratiche di igiene orale strofinando i denti, per circa 2 minuti,  con foglie fresche di salvia di coltivazione biologica.

BICARBONATO: una volta al mese, miscelate un cucchiaino di bicarbonato con un poco di acqua tiepida, fino ad ottenere una pasta dalla consistenza abbastanza solida.
Usate il composto come se fosse un normale dentifricio.

RADICE DI ARAAK: procuratevi una radice di Araak (Salvadora Persica), toglietele la corteccia esterna per un paio di cm, bagnatela con acqua e strofinatela sui denti come se fosse uno spazzolino.
Il trattamento si può ripetere una volta alla settimana.

FRAGOLE: una fragola ridotta in poltiglia e utilizzata al posto del dentifricio, attraverso l'azione dell'acido malico contenuto nel frutto, eliminerà la patina gialla e le macchie causate dal consumo di tabacco. Il trattamento si può ripetere circa una volta al mese.

E infine, ecco un'altra idea carina "rubata" da Facebook... anche se sono convita che i mirabolanti risultati siano merito di Photoshop piuttosto che della buccia di banana!

  
Si raccomanda di utilizzare con cautela e per brevi periodi le sostanze sbiancanti naturali. 
Eccessivi trattamenti di sbiancamento dentale (sia chimici che naturali) possono aggredire lo smalto e rendere i denti ipersensibili.

lunedì 14 gennaio 2013

Le regole d'oro dell' alimentazione naturale

L' inverno è la stagione in cui si trascorre più tempo rintanati nel tepore della propria casa; complici il freddo, le feste e le maggiori occasioni di "serate casalinghe", si tende a cucinare di più e soprattutto di sgarrare un po' troppo a tavola.
Ecco qualche semplice suggerimento per mantenere sana ed equilibrata la vostra dieta!
 
- Mangia sempre seduto a tavola, prendendoti il tempo necessario. Mastica lentamente ogni boccone prima di inghittirlo, assaporando con calma il gusto.
- Rendi la tua alimentazione molto variegata, non ricadere sempre nelle solite ricette e negli stessi ingredienti.
- Bevi almeno 2 litri di acqua al giorno.
- Suddividi le quantità di cibo giornaliere in 6-8 mini pasti.
- Cerca di compilare un menù settimanale programmato, valutando con calma a tavolino se è equilibrato, e fai la spesa di conseguenza.
- Prediligi materie grasse di origine vegetale ricche di grassi polinsaturi, da impiegarsi a crudo (olio d'oliva, frutta secca, piccolo pesce azzurro)
- Evitate i grassi saturi di origine animale (burro, strutto,...)
- Riducete, o addiruttura eliminate, il consumo di latte vaccino e i suoi derivati. Orientatevi sul latte di capra o asina, oppure sul latte vegetale: di soya, di riso, di mandorla.
- Prediligi la verdura e la frutta fresca di stagione e di origine biologica
- Privilegia i cibi crudi, oppure le cotture brevi e delicate, come quella a vapore.
- Prediligi il pesce e la carne bianca alla carne rossa.
- Privilegia i prodotti integrali e di origine biologica (zucchero, sale, farine, miele)
- Riduci al minimo il consumo di salumi, formaggi stagionati, zucchero raffinato, alcoolici, intingoli e "cibo spazzatura" (ex. fast food, snack dolci e salati, prodotti ricchi di conservanti...)



giovedì 10 gennaio 2013

Dalla floriterapia australiana: depurarsi con Bottlebrush

Stamattina sono uscita di fretta, dimenticando a casa il libro che sto leggendo.
Quando vivi a Milano e sei costretto a passare ore in sui mezzi pubblici, avere qualcosa da leggere ti consente di distrarti e di sopportare meglio questa tortura.
Così, per non soccombere alla noia, mi sono fermata alla prima edicola e ho acquistato una nota rivista che tratta di discipline olistiche.

Tra i vari articoli proposti, uno in particolare ha attirato la mia curiosità: un pezzo sui metodi naturali per depurare l'intestino dopo le feste.
Tra questi, si parlava con entusiasmo di un rimedio floriterapico proprio della tradizione australiana: Bottlebrush degli Australian Bush Flower Essences.

L'articolo era molto ben scritto e interessante, così, una volta tornata a casa, ho ripreso in mano il libro di Ian White, fondatore della tradizione floriterapiaca australiana, per rileggere le sue parole in merito a questo rimedio.

A livello generale, White lo consiglia "per fronteggiare i grandi cambiamenti", ma continuando nella lettura troviamo queste parole:

"A livello fisico, Bottlebrush agisce soprattutto sull'intestino crasso. Ha un effetto tonificante e riequilibrante rispetto a molti siturbi associati a questo organo, per esempio la sindrome da intestino irritabile. È infine molto efficace per il drenaggio e la pulizia dell'intestino crasso e aiuta ad aprire questa importante via di eliminazione" 
(Estratto da: "Il Potere Terapeutico dei Fiori Australiani" ed. Tecniche Nuove, pag.84)
E ancora:

"Una delle principali cause dell'alterazione dello stato di salute  - da un punto di vista semplicemente fisico- è il riassorbimento nel sangue delle serie del metabolismo attraverso le pareti intestinali. Secondo la mia esperienza è un fatto particolarmente frequente. Esso provoca un'autotossiemia e può precede la maggior parte dei problemi degenerativi. Nell'iride, l'autotossiemia  si presenta spesso sotto forma di una colorazione marrone che si diffonde verso diverse zone dell'iride stessa, a partire dalla regione dell' intestino. Ogni volta che osservo questo tipo di iride ricorro a Bottlebush. 
Dopo aver assunto questa essenza, parecchi pazienti hanno effettivamente dichiarato : " Avevo letteralmente la sensazione che una spazzola, dentro di me, mi pulisse completamente". 
Bottlebrush agisce sia sulla tendenza a trattenere fisicamente (stipsi), sia sull 'incapacità di lasciarsi andare emozionalmente."
(Estratto da: "Il Potere Terapeutico dei Fiori Australiani" ed. Tecniche Nuove, pag.130)

Continuando poi la mia ricerca sul web, sono incappata in un altro interessante riscontro:
"Bottlebrush consente all’individuo di fluire attraverso la vita e i relativi cambiamenti, lasciandosi alle spalle il passato e procedendo verso nuove esperienze. L’essenza si comporta come un vero e proprio “spazzolino energetico”, capace di eliminare le vecchie tossine e rinnovare i tessuti psichici, donando leggerezza, flessibilità e capacità di adattamento. E’ importante quindi nelle situazioni in cui ci siano persone ansiose e timorose dei cambiamenti, che si riflettono sui disturbi a carico del colon. A livello psicosomatico infatti Bottlebrush agisce sull’intestino crasso, risultando utile nel drenaggio e nella pulizia di quest’organo che rappresenta un’importante via di eliminazione." 
(Estratto dal sito web  "Cure Naturali") 

A questo punto, non resta altro da fare che provare!
Io lo ammetto, il mio regime dietetico, solitamente abbastanza sano, è stato un po' scombussolato dai pranzi e dalle cene luculliani del mese appena passato... e ora un po' di depurazione è proprio quello che ci vuole.

sabato 5 gennaio 2013

Olio essenziale di Eucalipto

L’ olio essenziale di Eucalipto viene estratto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie e dai ramoscelli freschi o parzialmente essiccati dell' Eucalyptus globulus, l'unica varietà di Eucalipto tra le tantissime esistenti ad avere virtù curative.
Originario dell’Australia, venne subito apprezzato dai pimi coloni europei per la sua capacità di contrastare la febbre malarica e i tipici disturbi che possono insorgere vivendo in climi caldo-umidi e venne così ribattezzato "Albero della febbre".

L'OLIO ESSENZIALE DI EUCALIPTO IN INVERNO
L'aroma squisitamente balsamico di questo olio essenziale è particolarmente apprezzabile nella stagione invernale, grazie alle sue proprietà espettoranti, mucolitiche, antipiretiche, analgesiche, antispasmodiche e antireumatiche.
Si rivela un alleato insostituibile nel contrastare le malattie da raffreddamento grazie alla sua azione benefica per le vie respiratorie: decongestiona, sfiamma e calma l'irritazione delle mucose nasali; calma la tosse, fluidifica il catarro e facilita l'espulsione del muco.
Potete utilizzarlo a questo scopo attraverso soffumigi umidi: versatene 2 -3 gocce in una pentola di abbondante acqua bollente e respirate profondamente i vapori balsamici (per ottimizzare potete coprire la testa con un asciugamano); oppure frizionare petto e schiena con 2 gocce di essenza diluite in un cucchiaio di olio vegetale.
In caso di febbre, contribuisce a far scendere rapidamente la temperatura corporea. Eseguite sull'ammalato spugnature tiepide composte da acqua, aceto di mele e 3 gocce di olio di eucalipto.
Purificante dell’aria, se diffuso negli ambienti attraverso l'apposita lampada, contrasta la propagazione di agenti biologici infettivi come i virus influenzali e parainfluenzali.
Allo stesso modo, oppure aggiunto agli umidificatori per ambienti, si  può impiegare contro il mal di testa causato da sinusite, rinite, raffreddore e tosse.
Infine, per stimolare le difese dell’organismo, all’esordio di una malattia da raffreddamento: frizionare la pianta dei piedi con 2 gocce di olio essenziale di eucalipto e una di limone, diluite in un po’ di olio vegetale.

ALTRE APPLICAZIONI PER USO ESTERNO
L'olio essenziale di eucalipto è davvero versatile, e se in inverno non posso fare a meno di averne sempre a portata di mano; anche durante tutto il resto dell'anno ha un posto d' onore nel mio armadietto dei rimedi. 

-Come antibiotico naturale, svolge un’efficace attività antibatterica. Grazie alle sue proprietà diuretiche, è molto indicato per le affezioni delle vie urogenitali in caso di cistite e uretrite; ma anche per contrastare affezioni quale leucorrea e candidosi, per le quali è consigliato in particolare per l’effetto deodorante.
- Dall' azione antisettica e cicatrizzante, si può impiegare per la cura anche ferite e lesioni cutanee (piaghe, vescichette, scottature, cicatrizzazioni lente); ma anche per contrastare l' herpes zooster (ottima l'associazione con olio essenziale di tea tree) e le eruzioni cutanee in genere.
- Dalle proprietà rubefacenti, si può impiegare per contrastare: artriti reumatoidi, dolori articolari, sciatalgie, dolori reumatici e strappi. 
- Tonificante e stimolante del sistema micro-circolatorio: diluito in olio vegetale (2 gocce in un cucchiaio di olio) e massaggiato sugli arti inferiori, dona sollievo e leggerezza a piedi, caviglie e gambe stanche o gonfie; riattiva la circolazione e rinfresca. Per gli stessi motivi consiglio di aggiungerne qualche goccia anche nella vostra crema anticellulite.
- In cosmesi naturale si utilizza sulle pelli grasse per il suo effetto antiseborroico, e si rivela un ottimo alleato per i capelli grassi e afflitti da forfora. Molto efficace quando aggiunto ai sali per pediluvi.
- Antiparassitario e insettifugo, è irrinunciabile quando si viaggia in zone del mondo ove regna una scarsa igiene. Aggiungetene qualche goccia al vostro bagnoschiuma e al vostro shampoo per creare un clima sfavorevole alla proliferazione dei pidocchi e delle pulci e per tenere lontano mosche e zanzare.

AZIONE SUGLI STATI D' ANIMO E SULLE EMOZIONI
L'utilizzo dell' olio essenziale di eucalipto agisce sul sistema nervoso come stimolante nel caso di stanchezza e di torpore.
Esercita un'azione schiarente e rinfrescante sulla mente nei momenti di disordine; favorisce la concentrazione e stimola le facoltà logiche. La sua energia ha una valenza molto intellettuale: favorisce l’apprendimento e il desiderio di evolversi nelle persone pigre e svogliate; è inoltre di aiuto in caso di: inerzia, indolenza, difficoltà di concentrazione e mancanza di interesse nel lavoro intellettuale e nello studio.

CONTROINDICAZIONI
Per uso esterno è generalmenete atossico, non irritante (se correttamente diluito o veicolato) e non causa effetti di sensibilizzazione; ma è comunque consigliabile non utilizzarlo in fase di gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 6 anni. 
Se ne sconsiglia vivamente l'utilizzo per ingestione, in quanto può causare irritazioni delle mucose gastriche.

venerdì 4 gennaio 2013

Spirea ulmaria

La Spirea Ulmaria è una delle mie risorse più preziose per affrontare la stagione invernale.
Validissima alleata per contrastare i fastidiosi disturbi da raffraddamento, ne tengo sempre a portata di mano un barattolo.  Estremamente versatile, preferisco acquistare direttamente i fiori essiccati e poi prepararli adeguatamente a seconda della necessità.

La spirea ulmaria è una pianta erbacea perenne alta circa un metro e mezzo, appartenente alla
famiglia delle Rosacee, e diffusa in quasi tutte le zone geografiche temperate.
Cresce nei luoghi umidi fino ad altezze di 1500 metri.
I fiori, che si sviluppano nel periodo estivo, sono di colore bianco crema, mentre lee foglie hanno un colore verde scuro.
Chiamata in diversi modi, il nome più diffuso - Spirea - deriva da "speira" che significa "spirale", in riferimento alla forma dei fiori.

Questi ultimi sono molto usati in fitoterapia, apprezzati per le loro proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche ed antipiretiche.
I principi attivi della pianta, che permettono di usarla per alleviare dolori reumatici e stai febbrili, sono i salicilati, sostanze derivate dall’acido salicilico, ed i flavonoidi.
L’acido salicilico è il componente principale dell’Aspirina, che ha preso il nome proprio riferendosi alla pianta.

I principi attivi della pianta si rivelano efficaci per patologie legate al dolore, come mal di denti, mal di testa e altre nevralgie. E’ frequentemente utilizzata anche per i dolori reumatici.
 A differenza degli antinfiammatori della medicina tradizionale che hanno un’azione erosiva nei confronti della parte gastrica, provocando gastriti e ulcere, le sostanze della spirea ulmaria non provocano danni all’apparato gastroenterico.

Per espletare le sue benefiche funzioni, la spirea ulmaria può essere usata per via sistemica ( uso interno) o per applicazioni esterne. Per quest’uso in particolare, si possono fare degli impacchi a base di estratti della pianta da applicare alle zone colpite da reumatismi e dolori.
In caso di febbre è consigliabile assumere un cucchiaio di fiori di Spirea Ulmaria, lasciati in infusione per 10 minuti, in una tazza da tè con acqua calda.

Particolare attenzione deve essere riservata a coloro che sono allergici all’aspirina, perché la stessa reazione si potrebbe avere con i salicilati della pianta. Ragion per cui si rende sconsigliata l’assunzione degli estratti di spirea ulmaria. L’assunzione di spirea ulmaria è sconsigliata anche a coloro che assumono farmaci anticoagulanti. 


Il consiglio in più
Vi rivelo la ricetta della mia famosa tisana antinfluenzale:
1 parte e 1/2 di spirea ulmaria, 1 parte di tiglio, 1/2 parte di fiori di sambuco, 1 parte di menta, 1/2 parte di fiori di viola mammola. 
Fate preparare questa miscela dal vostro erborista di fiducia, e utilizzatela per preparare un infuso con una tazza d'acqua bollente e 1 cucchiaino di erbe.

 

giovedì 3 gennaio 2013

Bagni di sale

Tornare a casa la sera - stanca e infreddolita - ed immergermi in un bel bagno caldo: questo è uno dei piaceri della vita che maggiormente apprezzo!
E per godere appieno di questo momento di rigenerazione e benessere, utilizzo dei sali da bagno preparati con oli essenziali purissimi, unendo così i benefici effetti del sale marino a quelli dell'aromaterapia.

L'immersione in acqua calda contenente sale, infatti, non solo ha l' effetto rilassante proprio dei comuni bagni, ma aiuta anche il drenaggio dei liquidi in eccesso presenti nei tessuti sottocutanei e stimola la disintossicazione dalle scorie che si accumulano nel tessuto connettivo.

La percentuale ideale per i bagni in acqua salina in inverno è del 2%, ovvero 2 chili di sale ogni 100 litri di acqua.

L'aggiunta di oli essenziali, poi, crea una fantastica sinergia tra i benefici del sale e quelli dati dall'aromaterapia.

Di questa disciplina in associazione ai prodotti da bagno, ormai, si fa davvero un gran parlare. Numerose linee di prodotti della grande distribuzione ne fanno i loro slogan, ma diciamoci la verità,
l' unico lato positivo sono le profumazioni più accattivanti!

L'aromaterapia è ben altra cosa, che si avvale di oli essenziali "veri", cioè estratti in maniera naturale (distillazione in corrente di vapore o spremitura) da sostanze vegetali odorose (fiori, foglie, legni, ..). Nulla a che fare, quindi, con essenze costruite sinteticamente in un laboratorio.
Della difficoltà di reperire in commercio prodotti finiti a base di oli essenziali di qualità parlerò in un altro articolo... per ora, fidatevi della mia parola e preparate personalmente i vostri sali da bagno.

Farlo è semplicissimo: procuratevi un vaso di vetro a chiusura ermetica dalla capienza di un chilo, perfettamente pulito e asciutto. Riempitelo a metà con del sale marino integrale di buona qualità, quindi aggiungetevi 50 gocce dell' olio essenziale che avete scelto (può anche trattarsi di una miscela di più oli, ma la quantità finale deve essere la stessa).
Chiudete il contenitore e scuotete vigorosamente, poi aprite e versate altro sale fino a riempirlo quasi completamente. Chiudete di nuovo, agitate ancora. Riponete il vaso in un luogo asciutto ed attendete circa una settimana prima di utilizzare i sali.

Una volta pronti, usateli per preparare il vostro bagno aromatico in questo modo. Chiudete porte e finestre e aprite l'acqua. La temperatura ideale si aggira tra i 35° e i 38°.
Lasciate che la vasca si riempia fino a metà, quindi aggiungete i sali nella quantità idonea per ottenere la concentrazione salina del 2% (calcolate la capienza della vostra vasca sulla base delle sue dimensioni) e attendete il completo riempimento. In questo lasso di tempo, è importante rimanere nella stanza da bagno, già svestiti e con la porta chiusa.
Gli oli essenziali, infatti, sono assai volatili, e a contatto con l'acqua calda si diffondono immediatamente nell'aria.
L' esperienza aromaterapica comincia quindi in questo momento, prima dell'immersione in acqua vera e propria, iniziando a conciliare il rilassamento e predisponendo la mente a ricevere i benefici del successivo bagno aromatico, che durerà tra i 15 e i 20 minuti.

Il consiglio in più
Una miscela aromatica che apprezzo particolarmente per i bagni invernali è composta da: 1kg di sale marino integrale, 10 gocce di oli essenziale di abete, 10 gocce di olio essenziale di eucalipto, 10 gocce di olio essenziale di patchouli,  5 gocce di olio essenziale di cannella e 5 gocce di olio essenziale di zenzero.

mercoledì 2 gennaio 2013

Zenzero

"Mai senza zenzero in inverno!" è uno dei miei motti preferiti.
Lo insegnano le più antiche tradizioni mediche d'Oriente, dove questa spezia, fresca o essiccata, viene (a ragione) considerata ricca di virtù.
Lo zenzero è una pianta erbacea perenne originaria dell’India e dell’Asia tropicale.
I rami aerei di questa pianta, che si rinnovano ogni anno, sono alimentati da un grosso rizoma carnoso, che è il vero protagonista delle tradizioni gastronomiche e fitoterapiche orientali.
Da millenni considerato un ottimo tonico generale e un efficace afrodisiaco, la radice di questa pianta è innanzitutto una spezia largamente utilizzata in molte cucine asiatiche, e soprattutto in quella indiana.

E le tradizioni non si instaurano così, per caso; infatti lo zenzero, nel corso dei secoli, ha dimostrato che le sue virtù non si limitano a deliziare il palato e accendere i sensi.
La logica che sta dietro al suo impiego gastronomico è ineccepibile: lo zenzero, infatti, tende a stimolare la secrezione biliare e l’attività degli enzimi digestivi, producendo una digestione più veloce degli alimenti.
Dalle proprietà stomachiche e carminative, contrasta inoltre  le indigestioni ed è coadiuvante nel trattamento delle piccole congestioni.

Ma non solo: è particolarmente indicato per alleviare il mal di mare e il mal d'auto, le nausee nelle donne in gravidanza e disturbi digestivi minori, impiego confermato da diversi studi sul suo effetto antiemetico (la capacità di prevenire o arrestare la nausea e il vomito) e antispasmodico.

Nella Medicina Tradizionale Cinese e giapponese, l'infuso di zenzero viene raccomandato per prevenire e contrastare i disturbi da raffreddamento... ed è principalmente per questo motivo che il suo aiuto in inverno è così prezioso!
Per aiutarci ad affrontare questo periodo, possiamo utilizzare alcune antiche ricette erboristiche tradizionali, tra cui quella, facilissima, che segue.

Ingredienti:
- 2 cm di zenzero fresco
- 1 cucchiaino di miele
- 1/4 di litro di acqua.

Preparazione:
Si porta l’acqua a ebollizione, si spegne e si aggiunge lo zenzero grattuggiato. Si lascia riposare per 5 minuti, quindi si filtra, si aggiunge il miele e si beve.

Oltre a essere un valido antibatterico e antinfiammatorio, lo zenzero, specie se assunto in questo modo, ha un elevato potere riscaldante e asciuga i liquidi prodotti in eccesso dal corpo (muco, scolo nasale ecc.). Inoltre allevia i dolori muscolari e stimola la circolazione del sangue.


Controindicazioni: può provocare diarrea e nausea. Da evitare se sono in corso emorragie.
Diverse proprietà attribuite allo zenzero (ad esempio effetti anticoagulanti e ipoglicemico) suggeriscono che il consumo può interferire con alcuni farmaci, integratori o piante, aumentando i loro effetti. Ecco perchè prima di assumerlo in casi particolari è sempre necessario farsi consigliare dal proprio medico.

sabato 29 dicembre 2012

Burro di karitè

Ultimamente molto in voga come ingrediente di cosmetici della grande distribuzione, il burro di karitè è un' affascinate sostanza naturale provienente dalle terre africane.
Viene prodotto a partire dai frutti del Butyrospermum Parkii (o Vitellaria paradoxa), un albero a fusto alto appartenente alla famiglia delle Sapotaceae.
Originario dell'Africa centrale, dove viene anche chiamato "Albero della Giovinezza", cresce spontaneo nella savana, sulle rive dei fiumi e nel cuore della foresta equatoriale.
Dai suoi fiori profumati nascono dei frutti carnosi, con una buccia sottile e una mordida polpa dal sapore gradevole, al cui interno è racchiuso un seme (ma qualche volta anche due o più) protetto da un involucro duro, liscio e di un lucido color marrone scuro.
Nella grandezza e nell’aspetto il seme ricorda molto le nostre castagne, ed è proprio all'interno di esso che si trova il pregiato burro, mescolato a lattice.

La sua estrazione avviene attraverso un lungo procedimento tramandato di generazione in generazione dalle donne del luogo.
Impiegato da secoli nella trazione africana come alimento, medicamento e prodotto per la pelle, ma anche come ingrediente di preparazioni legate a rituali religiosi; giunge in Europa relativamente tardi, alla fine del Settecento, grazie alle esplorazioni sul Niger a opera dello scozzese Mungo Park (da cui deriva il nome botanico).

Gli studi scientifici condotti su questa sostanza rivelano i motivi per cui viene considerata un rimedio elettivo per la pelleè assai ricca di vitamine A, B, E e F, ma è sopratutto dotata di un altissimo contenuto di frazioni insaponificabili, sostanze indispensabili e fondamentali per il mantenimento della naturale elasticità della pelle.

Il burro di karitè è dotato di  proprietà cicatrizzanti, emollienti, antismagliature, antirughe, elasticizzanti, idratanti, antiossidanti, lenitive, riepitelizzanti, anticomedogene e protettive dai raggi UV.

Il suo utilizzo è quindi consigliato in caso di: 

- pelle secca, molto sensibile, afflitta da rugosità e perdita di tono
- pelle screpolata o fessurata (come spesso avviene su zone "difficili" quali: labbra, mani e piedi)
- capelli secchi e sfibrati
- cuoio capelluto afflitto da forfora
- eritemi, eczemi, desquamazioni e infiammazioni         cutanee
- blande scottature solari
- eritemi da pannolino nei neonati
- psoriasi e dermatiti
- ragadi e piaghe da decubito

Inoltre, questo burro vegetale è un ottimo vettore per gli oli essenziali.
In associazione a uno o più oli idonei, risulta indicato nel trattamento di:

- Sinusiti e congestioni nasali
- Piccole ferite ed escoriazioni
- Dolori muscolari
- Dolori articolari

Personalmente, uso con entusiasmo e soddisfazione il burro di karitè durante tutto l'arco dell'anno, ma in inverno gli riservo un posto d'onore nel mio armadietto del bagno:
è un toccasana irrinunciabile contro le screpolature e tutti i vari capricci cutanei "da freddo".
Inoltre, dal punto di vista cosmetico, il burro di karitè è davvero versatile. Si può infatti aggiungere a svariate preparazioni casalinghe, come ad esempio maschere per il viso e i capelli, oppure unguenti.

venerdì 28 dicembre 2012

I miei must per l'inverno

Ciò che mi piacerebbe raccontare qui sono le mie personali esperienze con le cure naturali: gli ingredienti che preferisco, ricerche e considerazioni su argomenti che mi incuriosiscono, le mie ricette predilette.

Quindi, visto che l'inverno è appena giunto tra noi, inizierò a chiacchierare dei miei "must" per questa stagione!

- Burro di karitè
- Olio essenziale di eucalipto
- Zenzero
- Spirea Ulmaria
- Sali da bagno aromatici
- Pappa reale

giovedì 27 dicembre 2012

La nascita della Clematide

Siamo alle soglie del 2013, la profezia Maya sulla fine del mondo non si è avverata (per fortuna!) e questo blog, finalmente, nasce.
L'arrivo di un nuovo anno, per me, giunge sempre accompagnato da una stimolante esplosione di idee e ispirazioni per nuovi progetti.
Ho sempre amato scrivere, ed è da tempo che accarezzavo l'idea  di creare uno spazio tutto mio dove parlare di una delle mie più grandi passioni (che poi, fortunatamente, è anche il mio lavoro!): la Naturopatia.
La titubanza era dovuta, come sempre, al tempo!
Non mi piace avviare attività senza la certezza di avere il tempo necessario da dedicare loro... e non si può dire che non abbia già tante cose da fare!

Ma negli anni ho capito che concedersi la possibilità di realizzare i propri desideri e le proprie aspirazioni deve essere un dono che quotidianamente facciamo a noi stessi... e quindi eccoci qui!

La ventata di energia propositiva e creativa che percepisco in questo momento di transizione temporale, mi ha dato la spinta giusta per buttarmi con entusiasmo nella creazione di questo progetto virtuale; e se, in effetti, il 2013 non è ancora arrivato...beh, pazienza!
Come dice sempre la mia saggia nonna: "Chi presto inizia, ben comincia".
Così sfruttando al meglio i momenti liberi che le festività ci regalano... mi metto all' opera!

Benvenuti a tutti coloro che vorranno leggere le mie parole e che sceglieranno di seguire "La Clematide"