sabato 10 agosto 2013

Finalmente in partenza per le vacanze! 
Tempo di sole, mare e relax...
Lo studio chiude fino al 2/9 e anche La Clematide si prende una piccola e meritata pausa estiva. 

Arrivederci a settembre!



domenica 4 agosto 2013

Acqua di cocco

Siamo ormai giunti nel pieno dell'estate!
La voglia di partire per le agognate vacanze cresce di
giorno in giorno, il caldo della città è sfiancante, la stanchezza accumulata durante l'anno inizia davvero a farsi  sentire.

E sognando il mare mentre scrivo al computer, cerco di contrastare la calura milanese consumando infiniti bicchieri di acqua di cocco ben fresca.
Non ancora molto conosciuta in Italia ( da non confondersi col latte di cocco), l'acqua di cocco è una benefica bevanda naturale presente nella noce quando questa è ancora verde e acerba.
Dalla consistenza fluida e di colore trasparente, ha un sapore molto delicato, ed esercita un' efficace azione dissetante e rinfrescante.
Personalemente la considero una delle bevande più gradevoli e salutari da assumere in estate.

Ricca di vitamina C,  vitamine del gruppo B e di sali minerali (calcio, potassio, ferro e magnesio), l'acqua di cocco risulta un ottimo integratore naturale che aiuta le reidratazione; è indicata anche per gli sportivi, che la possono assumere in sostituzione alle bevande isotoniche commerciali, ricche di conservanti e coloranti.

Tra l'altro, l' acqua di cocco presenta un apporto calorico molto ridotto ed un contenuto di grassi minimo: può quindi essere inserita nella dieta di coloro che vogliono tenere il peso sotto controllo... soprattutto in vista della prova costume!

Attraverso la sua delicata azione diuretica, inoltre, diventa un valido rimedio naturale per la salute dell'apparato urinario.
Stimola infattti la corretta depurazione della vescica e dei canali preposti all' eliminazione delle urine, allevia i problemi di calcoli ai reni e previene le infezioni del tratto urinario, che in estate, soprattutto in concomitanza al caldo-umido, tendono a manifestarsi con maggiore frequenza. 

domenica 28 luglio 2013

Le virtù anti-caldo della Pesca

Questa mattina sono stata viziata con la colazione a letto, il cui punto di forza era uno squisito frullato di pesca.
Niente di più indicato per iniziare una torrida giornata d'estate: la pesca è infatti uno degli alimenti migliori che ci aiuta a contrastare il caldo soffocante di questi giorni.

Questo frutto di origine cinese è infatti un vero e proprio ricostituente estivo DOC. Le sue virtù sono innumerevoli, prima tra tutte quella di contenere un'elevata percentuale di acqua, circa il 90%.
Questo la rende una valida alleata per contrastare la disidratazione dovuta al caldo e alla conseguente abbondante sudorazione.

Alla presenza di potassio, calcio e magnesio, sono attribuibili gli effetti rimineralizzanti, ricostituenti e tonificanti che questo alimento è in grado di svolgere sul nostro organismo: consumare pesche, quindi, ci permette non solo di dissetarci, ma anche di reintegrare i sali minerali persi durante la sudorazione. 
Il succo fresco di pesca o il suo frullato, soprattutto con l'aggiunta di succo di limone e un po' di miele, possono per cui diventare un ottimo sostituto naturale al Polase, il cui uso in estate a Milano è fin troppo in voga.
In più il potassio è responsabile di un effetto tonico nei confronti del sistema circolatorio, che stabilizza la pressione sanguigna e va a contrastare i fastidiosi gonfiori alle gambe che molte donne accusano con l'arrivo del caldo. 

La pesca esercita inoltre una delicata azione depurativa e diuretica, molto apprezzata da chi soffre di disturbi renali (che solitamente si aggravano d'estate); oltre che una dolce azione lassativa che stimola l'intestino e favorisce l'eliminazione delle tossine che tendono ad accumularsi in questo organo.

Alimento ideale anche per chi tiene d'occhio la linea, dona un soddisfacente sensazione di sazietà.
Consigliatissimo come dissetante spuntino, soddisfa le "voglie di dolce" anche se è ipocalorico; in più aiuta a smaltire i liquidi in eccesso.

Da non sottovalutare, infine, è l'azione stimolante che questo frutto esercita sulla produzione di melanina: se avete intenzione di conquistare una bella abbronzatura, allora consumate molte pesche prima delle vacanze!

lunedì 22 luglio 2013

La vita e le scoperte di Edward Bach di Nora Weeks

Diciamoci la verità... solitamente le biografie dei personaggi illustri sono noiose da leggere.
Questo libro su Edward Bach, invece, riesce a descrivere la vita del "papà" dei rimedi floriterapici con la disarmante semplicità di una favola.

Lo stile di scrittura leggero e scorrevole facilita la comprensione dell'evoluzione personale di questo brillante medico gallese, dei conflitti interiori da lui vissuti e dai contrasti provati nell' impiegare la sua indole generosa e compassionevole in una professione a stretto contatto con la sofferenza altrui.

Dopo poche pagine diventa istintivo appassionarsi alle vicende vissute - nell' Inghilterra degli anni '30 - da quest' uomo intelligente e curioso, amante della Natura, sempre indaffarato nelle sue ricerche mentre contemporaneamente rincorre un' intuizione speciale, un sogno lontano.

Ed è proprio per questo che il lavoro di Nora Weeks si rivela una lettura davvero interessante, soprattutto per chi è curioso di conoscere le motivazioni che hanno animato la nascita della Floriterapia: il suo cuore pulsante, la sua filosofia ispiratrice.  

Non troverete in questo libro le solite notizie su "cosa fanno" i fiori di Bach, dei quali si parla in moltissimi testi, ormai, ma che troppo spesso vengono categorizzati e consigliati utilizzando un inappropriato approccio allopatico; scoprirete, invece, seguendo un preciso e perfetto filo conduttore, il come e il perchè - oggi - abbiamo a disposizione questi splendidi rimedi.

Come già accennato prima, ciò che più mi ha colpito nel leggere queste pagine è la semplice chiarezza espressiva usata dall'autrice, oltre all'abilità da lei dimostarata nell' usarla per coinvolgere il lettore in un argomento potenzialmente noioso.
Lo stesso Bach era una persona che amava la semplicità più di ogni altra cosa, un valore che ha cercato di riprendere anche nel suo lavoro di ricerca: un sistema di cura che fosse davvero alla portata di tutti.

VITA E SCOPERTE DI EDWARD BACH di Nora Weeks
Guna Editore, 1996
pag.146

martedì 16 luglio 2013

Medicina Naturopatica di Roger Newman Turner

Inauguro la serie di post sulle "letture consigliate per l'estate" con una breve recensione di "Medicina Naturopatica" di Roger Newman Turner.
Pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1984, questo saggio di Turner (naturopata, osteopata e agopunturista) approda in Italia nel 1988.

Nonostante gli anni trascorsi dalla sua prima edizione italiana, il libro continua a essere disponibile presso la maggior parte delle librerie, e a riscutere grande successo.

Perchè? Viene da chiedersi...
Perchè è uno dei rari testi sull'argomento in grado di spiegare in modo chiaro e sintetico, e al contempo con serietà e accuratezza, cosa sia la Naturopatia.
Impresa non facile da realizzarsi, visto l'argomento così ampio e complesso.

E infatti, gli aspetti presi in analisi sono molti, il che potrebbe far pensare che si tratti del solito "minestrone-che-vorrebbe-essere-una-panoramica"... ma Turner riesce invece con successo nel suo intento di offrire al grande pubblico un'idea chiara di cosa sia la medicina naturopatica, alternando spiegazioni approfondite ad esempi di facile comprensione.
Tra gli argomenti trattati, troviamo innanzitutto la descrizione dei concetti di "salute" e "malattia" secondo l' approccio naturopatico; a seguire, vengono illustrate le tecniche di indagine solitamente usate, e i fondamenti filosofici delle cure naturali e della psicosomatica.
Sono inoltre presenti accenni agli "strumenti base" a disposizione del naturopata, tra cui l'alimentazione, esercizi fisici e di respirazione, il sole, l'acqua, le tecniche meditative.
A conclusione, troviamo un interessante capitolo intitolato "La medicina naturopatica nella pratica".
In questa sezione, vengono trattati gli scopi della naturopatia, sottolinenado il suo ruolo nella prevenzione della malattia.
Si parla anche dello stato della ricerca sul fronte delle discipline olistiche e vibrazionali, dello status dei naturopati e della legislazione in merito.
Ovviamente, per quanto riguarda questi ultimi punti, i dati risalgono a 25 anni fa, e inoltre sono riferiti al Regno Unito, ma questo non toglie merito all'idea di completare un saggio, su un argomento ancora poco conosciuto come la naturopatia, con delle informazioni che aiutino la persona interessata alle cure naturali a selezionare il professionista cui rivolgersi con gli strumenti più idonei.

lunedì 15 luglio 2013

Leggere, che passione!

A metà luglio si inzia davvero a percepire l'atmosfera rilassata dell'estate.
La mente vola verso i progetti per le vacanze, alla ricerca di conforto rispetto alla stanchezza accumulata.
I ritmi di quasi tutti si allentano, e finalmente riusciamo ad avere un po' più di tempo da dedicare a noi stessi e alle nostre passioni.
Come per tutto il resto dell'anno, d'estate io amo leggere.

Ho sempre considerato la lettura come il passatempo più "sano" in assoluto, in grado di conciliare un vero e proprio stato di rilassamento meditativo.

Per questo motivo, in queste settimane mi dedicherò alla stesura di alcune brevi recensioni dei libri che ho maggiormente apprezzato sull' argomento "Discipline olistiche"... nella speranza che anche voi li amiate come ho fatto io.


lunedì 1 luglio 2013

Lo studio si sposta!


Il mio studio di Naturopatia da oggi si sposta di sede...

...venite a visitare il mio sito web per scoprire dove!

venerdì 21 giugno 2013

Solstizio d'estate e olio di iperico

E anche quest'anno siamo giunti al Solstizio d'Estate.
Il sole è all'apice della sua forza e del suo splendore, e da oggi in poi il suo potere inizierà a declinare.

Nella tradizione popolare italiana, in questa giornata si soleva raccogliere fasci di Iperico (Hypericum perforatum), una pianta spontanea dei nostri prati dotata di numerose virtù.
Attualmente molto noto come "antidepressivo naturale"*, l'iperico in passato era però maggiormente conosciuto per le sue benefiche proprietà sui disturbi a carico della pelle.
A questo scopo, si confezionava un oleolito chiamato "Olio di Iperico", un macerato in olio vegetale ottenuto sfruttando il calore del sole.
Questo preparato era, ed è tutt'ora, considerato efficacissimo per tutti i piccoli problemi cutanei: eritemi, dermatosi, eczemi, psoriasi, scottature solari, piccole ustioni da incidente domestico, ...
Si applica direttamente sulla parte interessata, con un leggero massaggio, un paio di volte al giorno per cicli di circa 2 settimane; avendo però cura di non esporre al sole la zona trattata. 

Sono fermamente convinta che nelle pratiche tradizionali si nasconda una saggezza antica, che vale la pena di rispolverare, valorizzare e rendere attuale.
Per questo, da molti anni, ho assorbito l'abitudine di preparare l' Olio di Iperico il 21 giugno, e la versatile praticità di questo rimedio mi ha sempre ricompensata dell'impegno.

Se volete provare anche voi, ecco la mia ricetta:

Raccogliete al bel mazzo di sommità fiorite di iperico, sciacquatele velocemente e lasciatele asciugare per circa 2 ore al sole.
Riempite dei vasetti in vetro trasparente con la materia vegetale, poi ricoprite il tutto con olio di semi di girasole.
Tappate il contenitore con una garza fissata da un elastico, e lasciate macerare per 3 settimane esposto ai raggi del sole. Ogni giorno scuotete con delicatezza il barattolo, e se necessario apritelo per qualche ora facendo prendere aria al suo contenuto.
Con il passare dei giorni, noterete che l'olio si accenderà via via di un intenso color rosso fuoco.
Trascorso il tempo necessario, filtrate il preparato in 2 riprese: la prima volta attraverso un colino a trama fine, la seconda volta (a distanza di circa una settimana) con un doppio strato di garza.

Travasate infine il vostro Olio di Iperico in piccole boccette di vetro scuro.
Potrete conservarlo, al riparo da fonti luminose o di calore, per circa un anno.

*Si attendono maggiori studi in proposito. Per ora potete consultare:
users.unimi.it/csr/pdfs/zanoli.ppt‎

domenica 9 giugno 2013

Spray naturale contro le zanzare

Amo la stagione calda, amo il sole che scalda la pelle e amo vedere la Terra intorno a me risplendere dei suoi colori più sgargianti.
Ma l'arrivo dell'estate porta con sè anche qualcosa che io vivo come un terribile incubo: le zanzare.
E' vero che abito a Milano, e qui il fastidioso insetto è agguerritissimo, ed è pure vero che sono un soggetto particolarmente apprezzato, fatto sta  che mia croce, d' estate, è di dover andare in giro costantemente dotata di Autan.
E fu così che qualche anno fa, stufa dell' orribile odore di questi prodotti di sintesi, ho elaborato una semplice ricetta per auto-produrre un repellente efficace e naturale,  che non mi "intossicasse" ad ogni applicazione e, soprattutto, che avesse un profumo gradevole!

Oggi è uno dei giorni dedicati alla preparazione casalinga dei rimedi vari per l'estate: ho quindi pensato di cogliere l'occasione per condividere con voi questa facile e utile ricetta.

In una bottiglietta da 100 ml dotata di vaporizzatore spray, versate circa 30 ml di alcool etilico a 90° (va benissimo quello venduto al supermercato per la preparazione di liquori) e miscelatevi 2 cucchiaini di olio essenziale di citronella (Cymbopogon citratus).
A parte, preparate un infuso con 3 cucchiai di fiori di lavanda essiccati e una tazza di acqua bollente. Filtrate dopo 5 minuti, aiutandovi con un colino o un doppio strato di garza, e lasciate raffreddare completamente. Quindi versate il preparato nel contenitore fino a riempirne la capienza.

Prima dell'utilizzo, ricordate di agitare vigorosamente in quanto l'olio essenziale è solo parzialmente solubile in acqua.
Potete impiegarlo diffuso negli ambienti, applicato sulla pelle (ma solo la sera, l'olio essenziale di citronella ha infatti un effetto fotosensibilizzante) oppure vaporizzato su abiti e lenzuola.
  

venerdì 31 maggio 2013

DAL MONDO: Marocco e Olio di Argan

Eccomi di ritorno da un micro-viaggio in Marrocco: un romantico week end lungo a Marrakech, immersa nella sua poetica confusione e nella sua profusione di colori.
Per un' appassionata di rimedi naturali come me, questo affascinante luogo è un vero paradiso: la città brulica di deliziose botteghe erboristiche e inoltre... è la patria dell' olio di Argan!
Già prima della partenza, uno dei miei scopi primari (oltre a rilassarmi, divertirmi e godermi gli hammam locali! ) era quello di scoprire il maggior numero di informazioni possibili su questo prodotto, e il destino mi è venuto in aiuto.
Durante una gita nella valle dell'Ourika, infatti, ho casualmente avuto l'occasione di visitare una delle cooperative che producono l'olio di Argan con i metodi tradizionali, sostenendo, tra l'altro, il lavoro equo e solidale femminile.


Ma andiamo con ordine.
L’olio di Argan viene estratto dalle noci di una pianta arbustiva, l’Argania spinosatipica delle zone semidesertiche delle aree sudoccidentali del Marocco.
Da tempo immemorabile l'olio ricavato dai suoi frutti, che maturano tra luglio e agosto, è un ingrediente fondamentale per la cucina dei Berberi, una popolazione semitica già presente nel Nord Africa prima dell'invasione araba avvenuta nel VII secolo d.C. 
Sono necessari cinquanta chili di frutti (armelline) per produrre mezzo litro di olio: una resa bassissima, a fronte di una lavorazione lunga e laboriosa.
Questo spiega perché il suo prezzo sul mercato è molto più alto di qualsiasi altro olio.
Come dicevo prima, la produzione e la lavorazione manuale dell'olio di Argan è compito prevalentemente femminile: di madre in figlia le donne si tramandano saperi e gesti antichi.
Con movimenti ripetitivi e rapidissimi e con l’aiuto di un sasso‚ rompono i gusci duri dei noccioli‚ estraggono le armelline e poi le tritano, aggiungendo una piccola quantità di acqua tiepida, in una piccola macina casalinga fatta di due pietre rotanti (chiamata Azerg ).

Vengono prodotti due tipi di oli di Argan: quello alimentare, prodotto dopo una tostatura delle armelline, di colore scuro e dal marcato gusto di nocciola; e quello cosmetico, estratto dai frutti al naturale.
Ed è proprio su quest'ultimo che si focalizza il mio interesse. 
Le sue preziose virtù sono ormai molto note, anche grazie alle numerose case cosmetiche che negli ultimi anni hanno scelto di renderlo protagonista di specifiche linee anti-age.
Conosciuto principalmente, quindi, come alleato nel contrastare l’invecchiamento cutaneo, non viene resa giustizia alla sua estrema versatilità.
E' infatti dotato di proprietà  antiossidanti,  emollienti, idratanti e fortemente elasticizzanti.
Oltra a essere uno degli oli vegetali più efficaci per il ringiovanimento cutaneo (grazie al suo elevato contenuto di Vitamina E, il doppio della quantità presente nell'olio di oliva, e grazie alla presenza di diversi acidi grassi essenziali), è indicato per i capelli secchi, sfibrati e privi di lucentezza, per le unghie fragili, per proteggere le labbra screpolate, per attenuare i segni di cicatrici e smagliature,  per nutrire la pelle secca e sensibile dopo il bagno o la doccia.
Si può utilizzare puro, applicato direttamente sulla pelle umida con un leggero massaggio, oppure aggiunto a preparazioni cosmetiche a base di ingredienti naturali; come ad esempio le maschere di bellezza alla frutta.

venerdì 17 maggio 2013

Ematite

Oggi mi sono dedicata allo shopping di cristalli, riuscendo a conquistare numerosi esemplari che desideravo da tempo, e cogliendo anche l'occasione per fare una nuova scorta di Ematiti burattate, le pietre che probabilmente uso con maggiore frequenza nei miei trattamenti di cristalloterapia.

Non posso nascondere di avere una certa predilezione per questa pietra: adoro il suo colore argentato, la sua complessa simbologia e la sensazione di solidità che percepisco stringendola tra le mani.

La natura energetica  dell'ematite è molto particolare, in quanto si viene a creare quando il ferro è esposto all'ossigeno - attraverso l'atmosfera oppure a contatto con l'acqua - e si ossida.

A livello simbolico, quindi, questa pietra racchiude in sè gli archetipi dei poteri della Terra (il ferro) in unione a quelli del Cielo (l' ossigeno).
Di conseguenza, in un' ottica di evoluzione personale attraverso la connessione sottile con le forze naturali, l'ematite diventa la chiave che ci permette di vivere come un perfetto tramite tra questi due poli, opposti e complementari, da cui traiamo energia vitale.

Le potenzialità dell' ematite in relazione alla cristalloterapia sono state portate all'attenzione del grande pubblico soprattutto attraverso il lavoro di Kathrina Rapahell, operatrice olistica e cristalloterapeuta californiana autrice di numerosi testi sull'agomento.

La Raphaell identifica l'Ematite come la pietra fondamentale per aiutare le persone a radicarsi, ovvero la capacità di attingere, dalle correnti energetiche terrestri, i flussi capaci di far funzionare al meglio i centri "sottili" presenti nel nostro corpo.
Oltre a ciò, l'autrice attribuisce alla pietra numerose altre virtù e proprietà.
Di seguito un breve passo, estratto dal suo libro più famoso, che descrive i benefici effetti dell'Ematite sul nostro corpo.

"L'essenza rossa dell'Ematite ha un effetto diretto e rivitalizzante sul sangue umano e sulla sua circolazione. 
Il ferro è conosciuto da tempo come rafforzante del sangue ed è un minerale necessario richiesto dagli esseri umani, specialmente dalle donne che perdono sangue ogni mese con le mestruazioni. 
L'Ematite può aiutare per la coagulazione, per riacquistare la forza dopo la perdita di sangue in ferite ed operazioni chirurgiche e, dipende su quali punti energetici è posizionata, può anche rafforzare la volontà. 
Molte delle malattie oggi sono create dall' inquinamento del flusso sanguigno, sia per il risultato di un cibo tossico, l'aria sporca che respiriamo, il bere acqua trattata o per l'avvelenamento del sistema fisico con varie forme di droghe o intossicanti. 
Se usata in congiunzione con buone abitudini alimentari, l'Ematite può essere un incredibile aiuto per ricostruire il fluido vitale del corpo.
[...]
Come tutte le Pietre dal Potere Predominante, l'Ematite ha varie funzioni. 

Posizionata sul terzo occhio, può facilitare la comunicazione extraterrestre, essere uno specchio per la mente subcosciente per percepire il sè con maggiore chiarezza, per rafforzare il potere della proiezione del pensiero positivo. 
Per la capacità di tenere connessi tutti i corpi sottili con il corpo fisico, può essere utilizzata come pietra per il jet lag, indossata o sotto le piante dei piedi o dentro a un bagno caldo dopo aver viaggiato in aereo. 
L'abilità di questa pietra nel tenere intatti i corpi è utile prima o dopo un intervento chirurgico, quando si soffre di una situazione di forte stress, un trauma, dopo un coma, dopo un cesareo per madri e neonati. 
È eccezionale per combattere l' insonnia, facilita il rilassamento di una mente sempre attiva, scaricando e le forze del corpo, in modo che essa possa riposare." 

Tratto da: "La trasmissione cristallina. Una sintesi di luce"
di Katrina Raphaell, Verdechiaro edizioni, 2001

venerdì 3 maggio 2013

Introduzione ai chakra

Oggi vorrei introdurvi a un argomento che mi sta molto a cuore e su cui, ormai da anni, verte buona parte del mio lavoro: i chakra.
La parola "chakra" o "cakra", deriva dal sanscrito e significa "ruota".
Si tratta di centri energetici localizzati lungo la linea mediana del corpo, la cui funzione è quella di distribuire e regolare l’ energia preposta al corretto funzionamento del corpo, inteso in un’ottica olistica; e di sovrintendere all' efficace svolgimento di tutte le nostre attività vitali.
Sono quindi dei centri di trasformazione e di scambio energetico, che collegano la realtà fisica (l’organismo) con la realtà sottile (i pensieri e gli stati d’animo).
Ogni chakra è quindi connesso a particolari organi e funzioni fisiologiche, ma anche a emozioni e “settori” dell’ esperienza e della vita.
I chakra principali sono sette, e vengono spesso descritti come vortici o imbuti, con la parte più stretta rivolta verso il corpo.
L’ insieme dei sette chakra e dei canali energetici che li collegano tra loro compone il corpo energetico di ciascuno di noi.


Di seguito una breve descrizione di ciascun chakra e delle sue azioni:

I chakra MULADHARA, in sanscrito mula e adhara, cioè "radice" e "sostegno".
Il chakra della radice è legato all’elemento Terra, ed è la sede dell’energia kundalini, la forza vitale, l’energia cosmica presente in tutti gli esseri viventi che giace addormentata in forma di serpente arrotolato su se stesso, alla base della colonna vertebrale.
Se il chakra Muladhara è disarmonico, l’energia vitale ristagna e l’individuo può soffrire di stanchezza, debolezza fisica, mancanza di coraggio, paure, fobie, carenza di fiducia, depressione, mancanza di realismo e di concretezza.

II chakra SVADHISTHANA, chakra sacrale, centro del sesso, il termine sanscrito significa "dolcezza", "dimora delle emozioni".
Associato all’elemento Acqua, si connette quindi ai concetti di fluidità, flessibilità e divenire.
È qui che si realizza l’incontro/scontro dei due poli opposti Yin e Yang, ed è sempre qui che risiede la potenziale e auspicabile possibilità di una loro integrazione armonica all' interno di noi stessi.
Se questo chakra è disarmonico, l’individuo può soffrire di sensi di colpa, ansia della perdita, gelosia, debolezza, svogliatezza e depressione, ma anche aggressività e ossessioni.

III chakra MANIPURA, chakra dell’ombelico, centro del plesso solare.
Il termine Manipura significa "gioiello luminoso" o "luogo delle gemme preziose".
Associato all'elemento Fuoco, è un eccezionale accumulatore di energia vitale, che da qui si irradia in tutto il corpo.
A questo chakra sono legati i concetti di consapevolezza di sé e di attuazione delle proprie inclinazioni e dei propri talenti; ma anche la compassione e l’empatia, la capacità di entrare in risonanza emotiva e spirituale con gli altri uomini e con gli altri esseri viventi.
Quando Manipura non è equilibrato genera, da un lato: inibizione, sentimentalismo, autocommiserazione, insicurezza, disturbi alimentari, disturbi del sonno, incubi; dall’altro: irritazione, aggressività, sete di potere.

IV chakra, ANAHATA, chakra del cuore, al centro del petto, il cui nome significa “non battito”.
Costituisce il centro dell’essere umano, e collega i tre chakra inferiori, maggiormente legati al corpo fisico e all’istinto, ai tre superiori, relativi alla mente e alla coscienza superiore.
Associato all' elemento Aria, Anahata è la sorgente della compassione, dell’amore, del senso di responsabilità verso gli altri, della tolleranza e del potere di guarigione.
Al IV chakra disarmonico corrisponde egoismo, intolleranza, freddezza di sentimenti, isolamento, ostilità, asocialità, invidia, gelosia, odio, incapacità di dare,ma anche scarso senso della propria individualità, scarso amore di sé e autostima insufficiente.

V chakra VISHUDDHA, il cui nome significa "purificazione".
È il centro energetico della gola, a cui si associa la capacità di espressione e di comunicazione dell’individuo.
Questo chakra collega il centro del cuore con i chakra della testa, fungendo da legame tra sentimenti e pensieri.
Vishuddha equilibrato consente alla persona di esternare liberamente il proprio mondo esteriore, se invece è squilibrato comporta timidezza, inibizione, incapacità di esprimersi e una cattiva comunicazione tra mente e cuore.

VI chakra AJNA, il “terzo occhio”, il chakra della fronte, centro della consapevolezza spirituale dell’individuo.
Il nome sanscrito significa "sapere, percepire".
Al corretto funzionamento di questo chakra è collegata l’intuizione, la saggezza, la visione dall’alto, l’energia guaritrice e creatrice.
Quando Ajna è in uno stato disarmonico, il soggetto può avere difficoltà di apprendimento e di concentrazione, paura, confusione interiore e disturbi mentali.

VII chakra, SAHASRARA, il cui nome significa "mille volte tanto, mille".
Anche chiamato "chakra della corona", è situato al centro della sommità del capo.
È il centro energetico connesso al proprio approccio spirituale, che ci pone in relazione con l’energia cosmica, con l’Assoluto; ed è legato ai concetti di: comunione con l’universo, forza spirituale, religiosità, fede.
Se Sahasrara non è equilibrato, il soggetto può tendere all’isolamento e alla perdita di senso della realtà.

sabato 20 aprile 2013

Cosa sono gli oli essenziali?


Per la maggior parte delle persone, gli oli essenziali sono una boccetta piena di un liquido che profuma come una determinata specie vegetale.

Credere questo è sicuramente un grave errore: gli oli essenziali, infatti, hanno precise caratteristiche e non vanno confusi con altri preparati aromatici.

Che cosa sono quindi gli oli essenziali?

Gli oli essenziali, detti anche oli volatili, sono le particelle odorose delle piante, i cosiddetti “metaboliti secondari”, prodotti da rami laterali del processo che, a partire dall’acqua, dell’aria e dalla luce solare, costruisce i carboidrati e gli amminoacidi indispensabili alla vita. Possono essere contenuti in varie parti della pianta: nei fiori e nelle foglie soprattutto, ma anche nei frutti e nelle loro bucce, nei semi, nel legno, nelle radici e nelle resine.

Non è possibile procedere in modo casalingo e con facilità all’estrazione dell’olio essenziale dalla materia vegetale, per farlo, infatti, è necessaria una procedura chiamata “distillazione in corrente di vapore”.
L’apparecchiatura fondamentale consiste in un recipiente dove bolle l’acqua, sopra al quale si pone una grata con le sostanze vegetali da distillare. Il vapore che sale saturo di particelle odorose viene
convogliato in una serpentina refrigerante dove torna a uno stato liquido precipitando in un altro contenitore. Qui si raccolgono l’idrolato (l’acqua aromatica) e l’olio essenziale, che essendo più leggero galleggia e può venire separato.
Di conseguenza, a meno che non desideriate allestire in casa un laboratorio per la distillazione, bisogna per forza acquistare oli essenziali già pronti, e purtroppo non è facile riuscire a selezionare i prodotti di qualità.

Se consideriamo il fatto che per ricavare una minuscola boccetta di olio essenziale puro ci vuole un’enorme quantità di vegetale, capiremo come oli essenziali di pessima qualità, estratti attraverso solventi volatili o totalmente contraffatti (cioè costruiti chimicamente, che però non hanno nulla a che fare con la pianta di cui cercano di imitare l’aroma), siano quelli che vengono venduti più comunemente.
Fondamentalmente si tratta di una questione meramente economica; gli oli essenziali naturali sono infatti molto costosi da produrre e sono ormai poche le aziende che non vengono tentate di guadagnare tanto investendo poco… a discapito della qualità!

In aromaterapia è indispensabile usare solo oli essenziali di ottima qualità, altrimenti verrebbe vanificato il loro potenziale benefico, e assicurarsi sempre di acquistare prodotti con determinate caratteristiche irrinunciabili, che sono:

· Essere naturali al 100% - cioè ottenuti dalla pianta corrispondente, in opposizione a quelli ricostruiti miscelando sostanze naturali, o peggio, sintetiche, in modo da riprodurre con approssimazione l’aroma.

· Essere il più possibili puri - ovvero non diluiti con altre essenze dall’analoga provenienza botanica o dal profumo simile, in quanto è evidente che le proprietà magiche dell’olio essenziale vengono diminuite o totalmente vanificate da queste alterazioni (è il caso, ad esempio, dell’olio essenziale di vaniglia diluito con quello, più economico, della fava tonka)

· Essere totali al 100% - ovvero che non abbiano subito processi di raffinazione che ne modifichino i valori globali e la sinergia delle varie componenti.

Gli oli essenziali di buona qualità si possono riconoscere (oltre che dal prezzo!), soprattutto dall’etichetta, che dovrebbe indicare:

- Nome comune e botanico della pianta di origine

- Provenienza geografica

- Metodo estrattivo (distillazione per tutte le essenze tranne che per quelle di agrumi, che solitamente di estraggono attraverso il metodo della “spremitura”)


Fisicamente, gli oli essenziali si presentano come sostanze generalmente molto fluide e limpide, da incolori a variamente colorate. Ve ne sono però alcuni, estratti soprattutto da radici, spezie e resine , che possono avere una consistenza molto più densa (es. o.e. vaniglia e o.e. benzoino).

Benché non siano classificabili come veri e propri corpi grassi, gli oli essenziali hanno scarsa solubilità in acqua, alla quale tuttavia trasmettono il profumo e parte delle loro virtù (è il caso delle acque aromatiche, gli idrolati, come ad esempio la nota “acqua di rose”)

Sono invece perfettamente solubili in: sostanze grasse (come oli vegetali, cere e burri), solventi alcolici (alcol, liquori e aceti) e in altre varie sostanze che sono utilizzabili come veicoli (miele, latticini, sale, uova,…)

Gli oli essenziali non vanno mai applicati puri sulla pelle, ma sempre diluiti in una sostanza veicolo. Gli oli vegetali integrali spremuti a freddo sono quasi sempre la soluzione ottimale.

mercoledì 10 aprile 2013

Tè Pu-erh

E' arrivata la primavera, dagli armadi si tirano fuori i vestiti leggeri e per molti è il momento in cui si decide di mettersi a dieta.

Il Pu- erh, un particolare tipo di tè apprezzato da millenni dalla MTC (medicina tradizionale cinese), può essere un valido aiuto per eliminare i chili di troppo.

Negli ultimi anni, questa benefica bevanda originaria della provincia dello Yunnan, ha riscosso grande successo anche in Europa, e molti dietologi, oggi, lo consigliano come complemento del regine alimentare dietetico, avvalendosi delle sue funzioni particolarmente efficaci per il controllo del peso. 
Noto per le sue importanti proprietà depurative e disintossicanti, diuretiche in particolari, il Pu-erh esercita inoltre due importanti azioni: abbassa il livello di grassi nel sangue ed accelera il metabolismo del fegato.
Può essere assunto come accompagnamento durante i pasti (come si usa fare tradizionalmente in Cina), oppure a seguire degli stessi, per facilitare la digestione e ridurre l'assorbimento dei grassi.
Il suo bassissimo contenuto di teina ne consente un impiego costante durante l'arco della giornata, e lo rende indicato anche come "tisana della buonanotte".

Prodotto a partire dalla Camelia Sinensis, la pianta del normale tè, il Pu-erh si distingue per la particolare lavorazione a cui viene sottoposto: la fermentazione. 

In questo caso – e solo in questo – il termine è usato propriamente. Infatti comunemente si dice che, a differenza dei verdi, i tè neri sono fermentati. Ciò non è corretto, dato che da un punto di vista chimico il processo che dà origine al tè nero non è una fermentazione, ma una ossidazione. Nel caso del Pu-erh invece si ha vera fermentazione poiché le foglie vengono mantenute per un certo tempo in
un ambiente caldo umido, in modo che si sviluppino batteri e muffe responsabili dell’inconfondibile gusto di terra bagnata.
Unico tra tutti i tè, ma simile in questo ad altri cibi e bevande ottenuti attraverso fermentazione (ad esempio il vino), il Pu-erh non teme l’invecchiamento, ed anzi si hanno partite pregiatissime stagionate per anni e anni.
Viene commercializzato in piccoli panetti di foglie compresse, dalle svariate forme, spesso con eleganti ideogrammi impressi, e nelle boutique specializzate è comunemente noto con il nome "the post fermentato".

lunedì 1 aprile 2013

Introduzione alla cosmesi naturale

Ai primi posti tra le mie passioni, vi è quella per la cosmesi naturale, ovvero quella branca della
cosmesi che utilizza esclusivamente ingredienti naturali per confezionare prodotti dedicati all’estetica.
Esistono aziende specializzate nella produzione di questo genere di cosmetici, che sono ottime risorse dove rifornirsi di preparazioni difficili da realizzare come ad esempio shampoo e creme per il viso dalla texture leggera e di facile assorbimento; ma moltissimi  prodotti per la cura del corpo possiamo prepararli personalmente a casa.
Con l'arrivo delle energie di primavera, e il prospettarsi del cambio di stagione nell'armadio, risploverando abitini leggeri e scollati, ho dedicato lo scorso week end alla realizzazione di alcune maschere per la pelle del viso e del corpo, e mentre "spignattavo" mi è venuta l'ispirazione di scrivere un post dedicato ai vantaggi delle preparazioni cosmetiche casalinghe.

Primo fra tutti vi è certamente quello di una scelta degli ingredienti personalizzata.
L‘ incomparabile ricchezza di possibilità offerta dal prepararsi da soli le proprie cure di bellezza consente di ottenere un prodotto cosmetico decisamente più calibrato sulle proprie esigenze personali, sia per quanto riguarda le variazioni di profumo, sia per la consistenza e il tipo di impiego.

Potrete inoltre sapere con esattezza cosa state applicando sulla vostra pelle o sui vostri capelli, in quanto gli ingredienti saranno stati scelti da voi e avrete la possibilità di selezionarne la qualità con una cura e un’attenzione decisamente maggiore rispetto a quella che potrebbe porvi qualsiasi azienda produttrice.
Sarete poi certi di utilizzare prodotti maggiormente dermoaffini, in quanto a base di componenti rigorosamente naturali, e di evitare la presenza conservanti artificiali.

Un altro vantaggio, che sono certa vi troverete ad apprezzare, sono i costi nettamente inferiori. L’attrezzatura necessaria non richiede altro che i normali strumenti usati in cucina, insieme a qualche contenitore a chiusura ermetica in vetro o in ceramica e qualche bottiglietta di vetro ambrato (facilmente acquistabili in farmacia); e tutti gli ingredienti sono reperibili al supermercato (frutta, miele, latte) o in erboristeria (erbe essiccate e oli essenziali) a prezzi decisamente accessibili.

I loro profumi e i loro colori, poi, sono spesso così gradevoli che già di loro gratificano i sensi,  risultando quindi un vero e proprio trattamento di bellezza, che ristende i lineamenti e riporta il sorriso sul nostro volto.
È vero che il tempo di preparazione delle ricette è certamente maggiore rispetto a un giro di shopping in profumeria, ma una volta acquisita un po’ confidenza potrà diventare molto breve e piacevole; e sarà comunque di fondamentale importanza in quanto ci obbligherà a prenderci una pausa dalla vita frenetica, e ritagliarci qualche momento per coccolarci e rilassarci.
Il tempo speso diventa quindi a sua volta un magico ingrediente: l’attenzione che ognuno di noi ha il diritto e il dovere di dedicare a se stesso.